La pianta di Aloe

Il genere botanico Aloe, già classificato nella famiglia delle Liliaceae e attualmente inserito in quella delle Aloaceae, comprende una larga varietà di piante, circa 350 specie in tutto il pianeta, sempreverdi e con fogliame grasso. Possiede fiori di forma allungata con tonalità di colore che va dall’arancio al rosso scarlatto.
Le piante si presentano sotto diverse forme, sia per quanto riguarda la presenza o meno di vari tipi di tronco, sia per quanto riguarda le dimensioni e la forma delle foglie: ne esistono specie di grandezza molto diversa, da quelle in miniatura a quelle di grandi dimensioni. Queste ultime sono di più frequente utilizzazione nel campo alimentare, erboristico, fitoterapico e cosmetico; tra queste, le varietà di Aloe barbadensis Miller (Aloe Vera) e di Aloe arborescens Miller sono le più note e caratteristiche.

ALOE BARBADENSIS MILLER (Aloe Vera)

Si tratta di una pianta perenne che possiede foglie carnose e succulente di colore verde chiazzato. Le foglie sono molto ricche di gel rispetto alla cuticola esterna e tra le varie sostanze presenti si evidenzia un polisaccaride, l’acemannano, coinvolto in processi di immunomodulazione e con azione antinfiammatoria di notevole rilevanza fitoterapica.
L’aloina contenuta nella pianta appartiene alla famiglia di molecole antrachinoniche che hanno proprietà catartiche (lassative), drenanti e purificanti. Attualmente l’Aloe vera risulta la varietà più conosciuta di questa specie dal punto di vista officinale.
Questa situazione non dipende dal maggior contenuto di principi attivi rispetto ad altre varietà, ma deriva principalmente dall’alta resa in gel delle sue grandi foglie e dalla facilità di trattamento per la trasformazione in polpa, da consumare come bevanda o come gel per uso topico. In realtà alcune molecole dotate di attività fitoterapica sono contenute in questa varietà in quantità inferiore a quella presente in varietà a foglia più piccola come l’Aloe arborescens.

ALOE ARBORESCENS MILLER

L’Aloe arborescens, rispetto all’Aloe vera, ha foglie più strette e filiformi, con cuticola esterna più spessa, che permette una maggiore resistenza a condizioni ambientali meno favorevoli per questa pianta (clima rigido).
Questa caratteristica morfologica determina, rispetto all’Aloe vera, una maggiore presenza di elementi antrachinonici nella pianta, responsabili non solo di effetti lassativi, ma anche antivirali e antimicrobici. Il contenuto di gel è proporzionalmente minore rispetto alla varietà vera: questa situazione meno favorevole a fini commerciali (minore resa prodotto/costo) ha mantenuto finora l’Aloe arborescens ad un impiego più ridotto, sebbene le sue proprietà fitoterapiche risultino essere sicuramente superiori a quelle dell’Aloe vera, come la più recente bibliografia internazionale sta dimostrando.

 

 



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